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05.06.2017
L'Olimpico a Totti, a Baglioni invece il "Clauditorium "
L'APPUNTAMENTO Domenica 28 maggio, mentre il capitano salutava il suo pubblico, il cantautore romano
riuniva i suoi " clabber " . Ma per fortuna non è un altro addio
L'Olimpico a Totti, a Baglioni invece il "Clauditorium "
 
 
un re che ammette di aver paura davanti a migliaia di persone accorse apposta per lui, bisogna riconoscere
di essere rimasto - nonostante il successo mondiale - un grande uomo. Chi? Francesco Totti?
Assolutamente no. Forse Totti l ' ha orecchiato qualche ora prima, passando per l ' Auditorium Parco della
Musica. Sì, perché quasi in contemporanea con l ' addio al calcio del capitano giallorosso, domenica 28
maggio a Roma è andato in scena un altro show. Non un altro addio, per fortuna, alla faccia di chi sostiene
" largo ai giovani " . Dall ' alto dei suoi 66 anni appena compiuti ( " Non capisco perché si facciano gli auguri
per un anno in meno " ), uno dei " re " della canzone italiana, Claudio Baglioni, ha radunato - per la
diciannovesima volta dalla sua fondazione - i suoi " clabber " . " Non dite che sono autoreferenziale solo
perché l ' abbiamo chiamato ClaB. Sappiate anche che avevo chiesto di modificare il nome di questo luogo
in Cl-auditorium, ma non mi hanno dato retta " , scherza Baglioni con il suo pubblico. Che, seguendolo da
anni (domenica c ' era gente in coda ai cancelli dalle 6 del mattino), sa quanta autoironia riservi agli incontri
non istituzionali. Se i concerti di Baglioni sono studiati fin nei minimi dettagli da se stesso in persona -
architetto, perfezionista e sufficientemente cacacazzi: voci di corridoio, s ' intende - , i raduni sono un
ritrovarsi in famiglia per il pranzo della festa, quello bravo che prende la chitarra e " che volete sentire? " .
Finché il sole non tramonta e i bambini vanno a letto. " FINO A TRE giorni fa pensavo di suonare da solo,
poi sono stato preso dal panico del dilettante - ammette Baglioni, che di anni di carriera alle spalle ne ha
solo 48 - e allora ho pensato di chiamare qualche amico " . E via sul palco uno stuolo di dieci musicisti,
capeggiati da Danilo Rea, cinque coriste e un corista. Come i pranzi di famiglia allargati. " Il sogno è un
vento che abbiamo stretto tra le mani - canta - e cento canzoni nuove per domani " . Giusto, le canzoni
nuove, quelle che il pubblico aspetta ( Con Voi , l ' ulti mo album, è del 2013): " Qual cuna la sentirete oggi "
- pro mette serissimo Baglioni - ei (pochi, per fortuna) giornalisti presenti hanno già il taccuino in mano. Lo
scherzo della domenica, ovviamente: mica uno si fa lo spoiler da solo. A modo mio , Io dal mare , Nel sole
nel sale nel Sud (così rara nei concerti), Do ma ni mai , La piana dei cavalli bradi , Mille giorni di te e di me
ac compagnato da Danilo Rea e Walter Savelli al pianoforte. E ancora, Reginella , Con tutto l ' amore che
posso (menzione d ' onore alle due vocalist Serena Caporale e Serena Bagozzi), Stelle di stelle e il classico
finale " alla Cla '" : Strada fa ce nd o , La vita è adesso e Via . Quasi quattro ore senza mai fermarsi. " Non
avevamo provato neanche una volta " , spiega Baglioni alla fine. E forse è anche questo che ha reso il
raduno meno preciso di un concerto ma così tanto spontaneo e festoso. Il sogno è sempre , e la paura fa
fare grandi cose.
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